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Archivio Luglio 2003

F/oto/grafia

31 Luglio 2003 Commenti chiusi


12. Non esiste una fotografia definitiva.

Susan Sontag, La Repubblica,28 Luglio 2003, p.20

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Chagall

31 Luglio 2003 Commenti chiusi

Negli anni Trenta e intorno alla metà dei Cinquanta, Chagall mise mano ad uno dei suoi capolavori grafici: il grande ciclo della Bibbia. Ebbene, da qualche giorno, la serie completa delle 105 acqueforti realizzate allora da Chagall costituisce la nuova attrazione della rassegna d?arte che, da diverse estati, fa di Trinità d?Agultu, piccolo centro costiero dell?alta Gallura, uno dei centri sardi di maggiore richiamo per il cosiddetto turismo culturale. Per gli organizzatori della rassegna (il collezionista Paolo Dal Bosco, il parroco don Gianni Sini, l?ingegnere Agostino Muretti, Pro Loco e Comune) le tavole dedicate dal maestro bielorusso ai principali temi scritturali vogliono essere il seguito ideale alla Storia dell?Esodo, altra mostra di grande successo che Trinità poté allestire e ospitare come una primizia assoluta in Sardegna.
Dedicato al circuito tematico della Bibbia, opera quanto mai ricca di suggestioni e motivi speculativi, il lavoro che Chagall intraprese negli anni Trenta e compì definitivamente negli anni Cinquanta, risentirebbe, secondo più di un critico, della possibile influenza del pensiero del filosofo francese Jacques Maritain. Nei suoi studi Maritain rifletteva sul senso e sulla portata della crisi storicamente verificatasi all?interno del cristianesimo. Per il filosofo francese, il punto di rottura, l?evento fondamentale è stato il Rinascimento, a partire dal quale niente, per la modernità, fu più come prima. Mutò nel cristianesimo la prospettiva del senso della trascendenza, un vincolo tra l?uomo e Dio che si era tradotto in radicale antropocentrismo. Maritain reagisce facendo della sua filosofia una sorta di manifesto di un nuovo e aggiornato umanesimo in grado di recuperare il senso di quella trascendenza così tragicamente spezzata. Di un ritorno dell?uomo a Dio parlano, a loro modo, anche le opere di carattere religioso di Chagall, di cui non sarà mai inopportuno tenere presente la dimensione culturale ebraica in cui viene a compiersi buona parte della sua formazione di uomo e artista.
Come scrive Giuseppe Pulina, nel breve saggio critico che introduce il catalogo della mostra, ?dei grandi cicli grafici che impegnano Chagall negli anni Venti e Trenta la Bibbia è quello che si rivelerà maggiormente complesso. Innanzitutto, per la chiara problematicità del soggetto, che richiedeva agli occhi dell?artista un accostamento se non nuovo, comunque diversamente calibrato, come dimostrerà l?esigenza manifestata al suo editore committente di visitare la Palestina e compiere per così dire un viaggio sperimentale ed esplorativo, suggellando una sorta di ritorno, tutto sentimentale, alla Terra promessa. In secondo luogo ? ma non si tratta, certo, di un aspetto secondario ? per il periodo durante il quale l?opera venne progettata e in gran parte realizzata: gli anni dell?ascesa di Hitler, dell?affermazione in Europa di nuovi regimi autoritari, dei venti di guerra che spiravano con fin troppa forza su un continente ancora provato dalle conseguenze del primo conflitto mondiale, dell?antisemitismo il cui riflusso sembrava essersi esaurito quando i precari equilibri del nuovo ordine mondiale vennero messi seriamente alla prova. L?identità dell?esiliato riemergerà così in Chagall con un?intensità superiore a quella che nelle ambientazioni ebraiche delle tele di Vitebsk racconterà la spiritualità chassidica, ma anche l?angoscia dei pogrom, il disprezzo della diversità marchiata e il logorante travaglio della transitorietà. In altre parole, la raccapricciante attualità di una diaspora che sembrava essere giunta alla vigilia di uno dei suoi più tragici epiloghi e che Chagall pare quasi voler redimere, convertire, esorcizzare, assegnando alla propria arte ? visionaria, primitiva, inafferrabilmente plastica anche quando dalla grande tela si trasferisce sul rame di una lastra ? una forte carica espiativa.
A Trinità d?Agultu, nella bella chiesa parrocchiale, per tutto il mese di agosto, la ?Bibbia? sarà in esposizione insieme ai ?Sette vizi capitali?. Quindici tavole, in cui Chagall diede fondo al suo amore per la poesia, ispirandosi ai testi delle poesie di sette poeti (sette come i peccati), tra i quali anche il grande amico Max Jacob. Nessun moralismo trapela dal tocco morbido e fascinoso delle acqueforti dell?artista russo. Nessuna forma di sarcasmo per vendicarsi di un mondo la cui parabola verso la tragedia di Auschwitz (siamo nel 1926) era allora cosa del tutto inimmaginabile. Nessuna concessione indulgente, tuttavia, verso il mondo che s?intravedeva e che, sorto, attende forse solo di tramontare.

awrpul

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Un sardo sapore

30 Luglio 2003 1 commento


Questo sordo sapore
Questo e questo e questo ancora
Sapendo di non interessare
E sapendo di non sapere
Spaesato spostato
Come suonato da campane
Non dicendo novità
Un nano fuori dal coro
Con la vocina acidula e astratta
Stridula e artefatta
Dalla corda elastica pendulo
Tra l?indifferenza di tutti
Col tempo che corre automobilistico
Verso le merci ed altre ancora pronte a sostituirle?

30 luglio 2003 h.21:34

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F/oto/grafia

29 Luglio 2003 Commenti chiusi


13. Non esiste una fotografia definitiva.

Susan Sontag, La Repubblica,28 Luglio 2003, p.20 »

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SMS

28 Luglio 2003 Commenti chiusi


messaggio di Gianni

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F/oto/grafia

28 Luglio 2003 Commenti chiusi


14. Non esiste una fotografia definitiva.

Susan Sontag, La Repubblica,28 Luglio 2003, p.20

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L’anima vento

27 Luglio 2003 Commenti chiusi


E così allora quercia corrosa anch’io nello studio mio, brulichìo roditore di concetti, mi scuotevo studiando, senza più foglie in testa, in lotta con l’esistenza in attesa: col sapere a tutti i costi più scibile possibile: succhiando anch’io affannosamente, come le querce con le radici, l’ossigeno della mia terra di carne, le zolle e gli zuccheri buccheri e profumi umi e lumi della mia nima vento…

Gainu de sos aghes, Lingua di falce, La biblioteca dell’identità, L’Unione sarda, in “La suonata dei bruchi”, pp.290-91

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La suonata dei bruchi

26 Luglio 2003 Commenti chiusi


Comunque finora l’arte mi ha salvato.

Gainu de sos aghes,Lingua di falce,La Biblioteca dell’identità,L’Unione sarda,p.316

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Riservato solo agli adulti

26 Luglio 2003 Commenti chiusi


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Stiamo lavorando x voi

26 Luglio 2003 Commenti chiusi
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