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Archivio Febbraio 2004

Il tonto a Sassari

25 Febbraio 2004 Commenti chiusi


Libreria odradek venerdì 27 febbraio h.18:00

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S. Teresa di Gallura

25 Febbraio 2004 Commenti chiusi


mercoledì 25 febbraio 2004 morning

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Fernandea ( da "Ultimi raccomandi")

25 Febbraio 2004 Commenti chiusi


Ora prossimi siete al casamento de’ lini che posasi fuor l’abitato a canto del bosco de’ Pini che occulta fa l’acqua ferma del biviere.
Giugne il fetore ale nari però e cirri dal tegolato alto e da’ camini che vedonsi in confuso.
Giunti all’unico ponte sovra il canale scorrente della fabrica vecchia anzidetta non vedesi ancora anima alcuna.
L’aria è fetida, desolati li argini, ma ora acconciarvi dovete per entrare nel borgo che è oltre il dosso che poi scende a stracollo, passato il canale saran venti passi.
Sappiate che nel loco ove siete e non siete, non esistono estrani, non vi giugne lo strepito degli artiglieri, nè lo strepito della mina , nè la miccia a cordite delle cave, non vi cadono sassi celesti o meteore, non vi son mai telluriche smosse.
Nessuno vi more e nessuno vi nasce, ma molti si sposano e tanti si industriano in Politica, Arte, Missioni di fede o chi fa l’ortolano o il mendico o il pastore e mill’altri mestieri.
Ma nessuno vi nasce e vi more e in sommo vi vive secondo ordinario. Fatto conto di questo ora che solo nitido appare lo scritto( che strappate alla costa di corda trecciata e piegaste nel borso di pelle che non verasi detto di non portarlo) nonostante si impolveri l’umido pollice e l’indice, mentre leggete le cose prima in oscuro forse principiate a comprendere…:
Voi non siete in un loco oppure il loco non è, oppure non siete voi in termine, ma allora non essendo il loco e non essendo voi forse altro tiene tra pollice e indice l’incaro e l’incerto grafume e magari v’immagina.
Se prendevi panico restarsi prossimi al ponte, posare insomma, quel che io scrissi e ora voi leggete a fatica non è ciò che pensaste, nè che mai pensereste, neppure in aenigma, una volta tornati senza mai essere partiti(….).
Questo è il panico e l’attesa, non si vive, nè si muore a Fernandea, non si è mai si è comunque molte cose, chi v’entra sempre c’è stato, chi ne fugge ripete il Giuco dell’Oca de’ fanciulli, il reticolo strappato e in giro tra nebbie sino al punto in cui erasi e non erasi mai stato, nè stati…

G. Cossu, Camera Obscura “, 2004

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S. Teresa di Gallura

25 Febbraio 2004 1 commento


mercoledì 25 febbraio 2004 morning

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S. Teresa di Gallura

25 Febbraio 2004 Commenti chiusi


mercoledì 25 febbraio 2004 morning

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Comunicato stampa 2 / più analitico

25 Febbraio 2004 Commenti chiusi

Il tonto di Aldo Ricci e? un romanzo denuncia, con appendice. E? anche la storia della generazione del ?68 con le sue devianze annesse e connesse: terrorismo, droga, criminalità, intelligence. Una miscela eplosiva di molte trame oscure, come il misterioso assassinio di Mauro Rostagno, ? compagno, guru e amico fraterno?, che il protagonista di questo romanzo storico, racconta in modo duro, tra l?hard boiled e la cronaca, ai confini tra la fiction e la realtà di una vicenda iniziata a Trento nel ?66 e finita a Trapani nell?88, con la misteriosa morte di Mauro Rostagno e le oscure trame che l?hanno preceduta e seguita. Rostagno dopo essere stato il leader carismatico del movimento studentesco trentino, aver co-fondato Lotta continua a Torino, e aver abbracciato il credo del Baghwan in India, si era poi ritirato in Sicilia e vicino a Trapani aveva fondato Saman, una comunità per il recupero dei cosidetti tossicodipendenti. Ma la struttura della comunità era in mano a un uomo senza scrupoli, Francesco Cardella, che l?aveva usata per i suoi loschi traffici, appoggiato dalla dirigenza dell?allora imperante PSI.
La sera del 26 settembre del 1988, Rostagno fu ucciso a colpi d?arma da fuoco; negli ultimi tempi aveva diretto una televisione privata, mietendo consenso tra la popolazione locale.
Sin dall?inizio la stampa suffragò la pista mafiosa, ma in seguito gli inquirenti ritennero che il delitto fosse maturato all?interno della comunità stessa. Che ad armare la mano di qualche giovane ospite di Saman fosse stato Cardella, i cui interessi nel traffico di tangenti, armi e droga potevano essere stati scoperti da Rostagno, oppure che la regia e/o la complicita? nel delitto, potessero essere attribuiti a qualche ex Lc, alla vigilia della imprevedibile deposizione di Rostagno al processo Calabresi, oggi chiuso. Invece per il processo Rostagno di la? da venire, anche se l?inchiesta della magistratura va avanti, fino ad oggi non si sono raggiunte certezze di giudizio.
Aldo Ricci – ha partecipato al movimento studentesco antiautoritario trentino come Mauro Rostagno, anche se su posizioni del tutto autonome – ha scritto questo suo libro per ?aprire lo spazio del dubbio nella mente dei lettori? , per rievocare l?ambiente e raccontare il contesto in cui maturarono certe scelte, per dare al ?verosimile? la consistenza del vero, come e? prerogativa della letteratura.
Aldo Ricci ha pure aggiunto una appendice nella quale ciascuno è chiamato col proprio nome , e qui la polemica si fa dura: l?attacco non risparmia nessuno, né i giornalisti né i politici attuali ed ex. Cambia anche il carattere tipografico per staccare la fiction dall?analisi, la letteratura dalla cronaca, ognuna con una propria validità e sarebbe quindi errato privilegiare l?una, forse più duratura (il romanzo), a detrimento dell?altra, probabilmente più effimera (il saggio).
Ricci ha lottato per la dozzina d?anni che ci separano dalla morte di Rostagno per la pubblicazione di questo romanzo generazionale, che é stato respinto ? talvolta alla vigilia della pubblicazione ? da più editori.

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Olbia

24 Febbraio 2004 1 commento


martedì 24 febbraio 2004

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Olbia

24 Febbraio 2004 Commenti chiusi


martedì 24 febbraio 2004

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Fernandea ( 2): ammaestramenti pel viaggio

24 Febbraio 2004 Commenti chiusi


(…) or che s’alza la nebbia, oppure avanza come onda di mare la selva ed il bosco, ora il momento è propizio: s’ha da essere soli e senza fiammifero inglese, acciarino o lampara, senza chiave di cassa o baule, senza orologio da tasca, senza moneta di carta o metallo, senza punta di inchiostro, senza stringhe alle scarpe, senza cintola in vita con fibbie, senza cilicio o bandana, senza pillola di speziale se si è pleuritici, senza piume al cappello,senza monocolo in ferro, senza binocolo da cacciatore, senza immagini sante cucite nell’abito, senza rammendi alle calze,, senza fiaschetta di acquavite o di tonico vario, senza fedi di rame, anelli d’oro o catene votive, senza peli alla coda che dall’orlo dei calzoni s’avvita al tenero suolo se il vento si fa uragano come capita spesso, senza valigia con camera obscura a tracolla, senza specchi da tasca, senza Dama da viaggio o pipa d’avorio.
Or che s’alza la nebbia è d’uopo avere il cestino di giunco e far conto d’andare per funghi o per macchie di di more, asparagi o mirti oppure portare un saccone di Juta come a prendere erba di pascolo.
E’ d’uopo in sommo esser soli e aver detto a nessuno che s’andava dovunque si andasse, e dovunque trovasi fare conto di essere altrove.
Si cammini a mancina, si saltino i fossi se vi sono, si circondino i pantani, ma si cerchi de’ chiusi l’ingresso senza scavalcarne alcuno. Si segua, e questo in sommo, la nebbia ove scende più fitta e s’addensa, se paura si prova si resti finchè passi poichè giunti a tal punto non c’è retro diverso dal davanti e nessuno v’ha detto di andare…
Una volta restati e dissolto il timore andare di nuovo a mancina verso i vortici umidi e spessi e se oltre si incontrano casali deserti e in rovina visitarli al piano terreno e ai superni: Se si trovano graffiati con l’unghie l’intonachi posare e leggere tutto comunque si confondano i segni sui muri.
Se si è fatto tutto quanto anzidetto per ventura si giugne a un vastissimo campo sterrato senza orizzonte, punteggiato d’aratri e di falci cosparso senza messi , nè solco, nè semi, nè tenere barbe. Si proceda fino alle scogliere percosse da un fortissimo vento, che non muove frasca però, di un fitto bosco di lecci che apparirà più si cammini e solo se si cammini senza perdere l’animo e significa questo andare tutt’altro da ciò che credete.
Ormai stanchi poserete ai labbri dello sterrato senza orizzonte e sarà lo sterrato medesimo e poi il bosco a farvisi prossimo come valanga, e da fitta e cupa luce sarete in cristallina penombra.
Aliti di farfalle, ronzare di tafani, guaire di cani lontani: a due miglia dal sottobosco di muschio e di felce trovasi Fernandea.

G.Cossu : Camera Obscura, 2004

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Il tonto 2

24 Febbraio 2004 Commenti chiusi


immagine di Gianni Cossu

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