Olbia sabato 22 maggio 2004
Liceo Classico h.11:00 morning
Reading poetry
tecniche speciali mario marzeddu
sax daniele ricciu
Liceo Classico h.11:00 morning
Reading poetry
tecniche speciali mario marzeddu
sax daniele ricciu
(Canto di Settembre, scritto in Agosto quando ancora era Maggio)
Andai, andammo
senza Guai nè Danno
tranne i medesimi
scorni
che ogni sfaccettata scaglia
imprime
in tenera creta
mai rappresa,
mai
distesa.
Andammo e andai
come sanno pochi,
come sai:
giusto un belare
non certo
Lai.
gianni
http://www.giornalediconfine.net/sommario_xaos.htm

Ormai va la Serva, per te, a giuocare al Botteghino, va la Serva, ma scoverto s’è che v’è calcolo non rinfusa:
sol nei giorni di pantano,
sempre tre volte ogni mese, anno oppure lustro
e sol( per posta) trenta soldi,
“Come Giuda Iscariota!” sbavula il curato facendo Croce in aria come maledisse…
Però tutti la fan passare la comare, perche MAI, finchè ciarla ( come è solita) a gesti e smorfie ( che pure è sorda come la Miseria e cieca come la Vittoria) ai rondini e ai colombelli in Piazza o in Vicolo, MAI,dico, MAI si saprà il giorno buono, il mese, l’anno o l’altro che la muove e solo a posteriori si divinano gli incastri:
tre dondoli di campana ( ma a morto),
marzo entrante ( ma in altro calendario, non più d’uso),
tre volte pioggia ( ma in Eclissi) ,
tre diligenze al passo ( ma sol una con cocchiere ),
tre nati da tre anni ( ma uno foresto e ormai al pascolo del vento…).
Quindi …
dico…
insomma…
come dissi tutti trascorrere la fanno la megera, e lei va, come è solita, mane dopo mane, sdentata sega sulla sughera tarlata e quando non ciarla ai pennati alati , ciancia agli Olmi del Passeggio Grande,
ai nidi dei cornici,
ai vespai e perfino alla reclame dilavate dell’ultimo serraglio entrato in villa e bighellona, la bimba, assai dalchè
( come se bastevole non fosse l’esser sorda e cieca) è puranche pazza, “Curva” come qui si dice, o può darsi che finga molto bene assai in quanto sempre al tre ci porta constatarlo…
Tu, “Giuda Iscariota” la spii e spiato sei chè il fico secolare che stassi nel cortilone sol occhi appesi porta di meditanti Nostradami (e quando declina la stagione non un solo gonfio e pesto frutto cade, che son tanti e quasi viola, e nessun becco vi si posa) perchè proprio di retro o avanti c’è il finestrone invetriato alto piantato nel terrazzo forgiato a guisa di una prora con il Rostro aguzzo in cima e numeri attorno in confusa processione, così l’uncino fa meridiana a chi guarda di sbieco il tempo suo aspettando l’estrazione…e aguzza e curva, la sua punta, forse taglia il tempo come lino e la malia che ci possiede tutti…( continua)
Camera Obscura, 2004
G.Cossu