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Archivio Settembre 2005

yellow jacket

28 Settembre 2005 2 commenti
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ipse dixit

27 Settembre 2005 Commenti chiusi

Ho sempre pensato che per cambiare qualsiasi cosa ci voglia un po? di irresponsabilità e che solo un “esercito di folli” possa produrre un cambiamento sociale forte e duraturo.
b

http://www.ilcannocchiale.it/blogs/style/orange/dettaglio.asp?id_blog=4061&id_blogrub=12612

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artista autista

27 Settembre 2005 Commenti chiusi
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Alghero Settembre 29 – 30 1- 2 ottobre

21 Settembre 2005 Commenti chiusi

http://www.spazidelcontemporaneo.net/stampa.php

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Dal comunismo all’autismo

13 Settembre 2005 Commenti chiusi

Il comunismo, almeno nelle sue originali formulazioni marxiane, era un processo che avrebbe condotto unendosi le condizioni oggettive di insostenibilità del modo di produzione capitalistico alla volontà cosciente del proletariato – il genere umano, nelle sue forme civilizzate, a capovolgere il rapporto tra il soggetto e l’oggetto, tra l’uomo e le forze naturali, incluse quelle da lui stesso generate con il mercato globale delle merci, nel quale entra anche il lavoro umano come merce e dunque l¹uomo oggettivato, alienato, infelice.
Poi c’è stato il comunismo nella sua forma prima politica e poi statuale che da idea di mutazione del mondo si è trasformata nella ultima e più complessa ideologia dello sviluppo capitalistico accelerato, nella identificazione stupida, ma profondamente radicata nell¹idea di stato europea, di proprietà statale e proprietà sociale.
Questo comunismo realizzato, o socialismo reale, come dicono alcuni, o capitalismo di stato con una sua particolare ideologia, come già negli anni ’20 era chiaro alle minoranze eretiche della sinistra comunista, ha ridotto gli esseri umani ad agenti succubi di un unico soggetto estraneo e astratto, il capitale, che si era fatto anche stato, burocrazia, ideologia, culto.
Restavano sì congelati, in apparenza, il mercato interno e la guerra tra gli individui, ma dipendendo il primo da un mercato più grande, quello mondiale, mentre la guerra prendeva altre forme: il privilegio dei burocrati, la scalata conformista alla funzione di schiavi/guardiani.
Ora questo comunismo storico, esaurita la sua funzione di accumulazione primaria, è a sua volta esploso, frantumando l’impero sovietico nelle sue repubbliche originarie e trasformandosi la proprietà “pubblica” in proprietà privata dei privilegiati e dei burocrati che già prima la dirigevano.
Da ciò la cosiddetta “fine del comunismo”, non altro che la fine della sua figura storica, statuale e degenerata. Ma da ciò anche un grande “vuoto”, poiché i processi di sviluppo del capitalismo mondiale, attraverso le guerre e le accumulazioni già dette, si sono estesi a tutto il pianeta, lasciando poco spazio alla fantasia, all’illusione, o alla prospettiva storica di un cambiamento in senso comunista del mondo.
In questo vuoto l’attività artistica, l’elaborazione poetica, nonché la stessa riflessione filosofica che va oltre lo stato di cose presente, hanno acquistato una nuova figura.
Mano a mano che il mercato le assorbe come sue funzioni secondarie, queste attività sopravvivono nella loro forma più pura, che è sempre una forma sovversiva, in una specie di dimensione autistica.
L’artista e perfino il filosofo agiscono, inventano, pensano quasi in rapporto con un mondo immaginario. Per poter esistere queste forme dello spirito devono quasi mettere in parentesi la complessità e la tragedia della società contemporanea, che sembra chiusa ad ogni altra regola, salvo quella del massimo profitto e della guerra di tutti contro tutti. E gioca in questo anche l’assenza di un’ispirazione divina, il dubbio, la latitanza di Dio come speranza, provvidenza, futuro.
Ecco perché spesso, certo nel caso del nostro Mario Pischedda, che nulla ha perso in questo passaggio epocale della sua volontà creativa, l’arte appare oggi quasi sempre “autistica”, come riferita a se stessa e a nient’altro, gratuita per sfuggire al denaro, arbitraria per riaffermare la libertà dell’invenzione umana rispetto alle regole economiche della domanda e dell’offerta, solitaria perché Dio è un’ombra incerta.
Sarebbe sbagliato vedere in questo fenomeno, che è certo anche un ripiegarsi sul sé, solo una fuga o una ritirata nell’individualismo.
Al contrario l’autismo di cui parliamo è il contrario dell’individualismo trionfante.
Esso non esalta più l’individuo come “messaggero del futuro”, ma tende al dialogo con gli amici forse, metafora di un popolo, di una moltitudine assente, poiché assorbita, inglobata, digerita da una società che costringe appunto tutti a confrontarsi con una condizione di solitudine individuale senza uscite.
La solitudine dell’artista/autista moderno è dunque sì una solitudine, ma essenziale al ritrovare gli altri, perfino felice, indispensabile per cogliere il flusso dei linguaggi, delle immagini e delle idee che possono anticipare o far intuire un futuro diverso e più umano.

Vincenzo Sparagna

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Comme au Louvre

13 Settembre 2005 1 commento

IL MARE

Sto davanti al mare.
Eccolo là.
Là c’è il mare.
Lo guardo.
Il Mare. Ah sì.
E’ come al Louvre.

Göran Palm

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Tuccone

13 Settembre 2005 Commenti chiusi

http://nessunotv.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=639807

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Tom

11 Settembre 2005 Commenti chiusi


alguer 10 settembre 2005

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ZEN

4 Settembre 2005 1 commento


mostra sotto vuoto spinto
di Gianni Cossu & Mario Pischedda

Alghero sabato 10 settembre 2005
inaugurazione h.18:00
Galleria UAU show room
Via Cavour 21

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Michelangelo

4 Settembre 2005 Commenti chiusi
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