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Archivio Aprile 2006

30 aprile – primo maggio

30 Aprile 2006 Commenti chiusi

V festival?IN#C? borore 30aprile-01maggio2006

L?associazione culturale ?in#c? e? attiva dal 2000 con l?obbiettivo di aprire nuovi varchi ad ambiti spesso nascosti nel panorama delle musiche contemporanee , ma che reputa forme di esressione piu? vitali e creative.
?dalla tradizione bisogna partire,scoprendola meticolosamente,per rinnovarla e superarla.per creare nuova tradizione,ovvero per vivere il futuro.la musica è? terreno fertile per questa creazione di futuro,per questo incontro tra la tradizione e il nuovo?.
?IN#C? rinasce per il quinto anno,dopo aver ospitato nelle passate edizioni musicisti di ambiti eterogenei come il duo di launeddas zucca-orru? ,il duo palmas-murgia, il chitarrista paolo angeli, i romani zu,i giapponesi ruins ed acid mothers temple e il leggendario henry grimes col suo quartetto(h.drake,j.moondoc,k.jamal).
per l?anno 2006 ci proponiamo di realizzare un minifestival di due serate. la prima il 30 aprile 2006 con il maestro delle launeddas luigi lai.la seconda serata il 1 maggio con la musica impro-jazz del trio newyorkese tim berne big satan(tim berne sax,marc ducret chitarra,tom rainey batteria);sono previste inoltre proiezioni di cortometraggi e video-arte di giovani autori emergenti(30aprile ore 21:00).

Ingresso gratuito.

30 APRILE h 21:30 BORORE museo del pane(v.le baccarini) concerto didattico con LUIGI LAI
Musicista dalle qualità sconfinate, vera e propria memoria vivente di un patrimonio e di una tradizione che trova sempre più vasti consensi ,Luigi Lai è infatti ,senza dubbio,il suonatore più conosciuto e apprezzato anche a livello internazionale .
Allievo di Antonio Lara e di Efisio Melis ,in giovane età dovette emigrare in Svizzera dove rimase quindici anni senza mai abbandonare lo strumento.
Rientrato in Sardegna ha intrapreso la carriera di suonatore professionista ,svolgendo una intensissima attività concertistica caratterizzata da varie partecipazioni e collaborazioni innovative con altre realtà musicali (celebre quella col cantautore italiano Angelo Branduardi).Lo stile prevalente è quello del Sarrabus,con molti accenti virtuosistici personali che caratterizzano le sue esecuzioni .Ha al suo attivo numerose incisioni discografiche
01 MAGGIO h 21:00 BORORE sala comunale loc.SanLussorio
TIM BERNE BIG SATAN avant-free-jazz-new york
Big Satan Trio è sicuramente uno dei progetti più interessanti ed apprezzati ,per originalità e virtuosismo,della scena impro-jazz internazionale,guidato dal sassofonista newyorkese Tim Berne e completato da collaboratori di lunga data come il batterista Tom Rainey e il chitarrista Marc Ducret.Il trio è un?esplosione di suoni,di atmosfere che conducono lo spettatore in un universo assolutamente nuovo e coinvolgente.
Inutile ribadire come ogni piega della musica di Berne sia immersa nella storia del Jazz: l?acida allusività di Julius Hemphill, i labirinti di Steve Lacy, l?acuminato candore di Jimmy Lyons e, perché no, il tematismo tentacolare di Anthony Braxton. Il tutto poggiante su strutture aperte a lunghi sviluppi, in cui ai tre protagonisti è richiesta la massima coerenza nell?offrire contemporaneamente contributo solistico e paritario dialogare.Nel suo distendersi attraverso lunghe sequenze, la musica del trio è pervasa da una continua tensione, trovando segnatamente nelle fasi di elaborazione dell?articolato materiale tematico la sua forza maggiore: quella di avviluppare l?ascoltatore in un arduo, ma alla fine, avvincente percorso dove ogni particolare, anche quello apparentemente estemporaneo, ci parla del tutto.
TIM BERNE,musicista tra i più influenti nel panorama del jazz contemporaneo,
E? più un pittore di atmosfere ancorché un vero e proprio compositore, approdato al sax ancora diciannovenne e cresciuto sotto l?egida di un maestro del jazz come Julius Hemphill con il quale instaura una profonda e sincera amicizia.
Da buon outsider, anche in molti dei suoi dischi (The Five Year Plan del 1975, 7X del 1980, Spectres del 1981, fino agli ultimissimi Open Coma, Science Friction e Big Satan) Berne più che fare riferimento agli standard, preferisce proporre musica propria, magari con delle personalissime formazioni ? il quartetto Bloodcount, con Jim Black, Michael Formanek e Chris Speed, o il trio Paraphrase, con Drew Gress e Tom Rainey ? nonché con etichette proprie (dall?iniziale Empire all?attuale Screwgun). Esponente della schiera degli improvvisatori più genuini e sinceri, Berne si affianca a musicisti che condividono con lui siffatta filosofia, uno stile di musica più che una scuola musicale. Fra le sue collaborazioni, Roscoe Mitchell, John Zorn,Steve Coleman, Wadada Leo Smith, ,Joey Baron, Mark Dresser Pa Chris Speed ul Motian e Bill Frisell, ma anche Ray Anderson, Craig Taborn, Bobby Previte, Alex Cline,
Michael Fomanek, Herb Robertson Gerry Hemingway, e molti altri.
MARK DUCRET è senza dubbio uno dei chitarristi più vitali ed originali della scena jazz contemporanea. Da sempre interessato ad una varietà sterminata di stili e strumenti (come ad esempio la chitarra baritono ,quella acustica o elettrica a12 corde,l?oud etc..) è stato membro nel 1986 della 1° orchestra nazionale di jazz in Francia ,oltre ad aver guidato per diversi anni il suo trio,con il quale ha suonato in numerosi concerti e festivals in Francia ,Italia ,Svezia ,India e Giappone.Numerose le sue collaborazioni con artisti di livello internazionale come David Friedmann ,Miroslav Vitous ,Django Bates , Joey Baron ,Enrico Rava .Tra i numerosi progetti è doveroso ricordare il suo tentetto ? Seven Songs?con il quale opera una rivisitazione molto originale della musica degli anni ?60, o come il quartetto Latin for Travelers nel quale si serve della partecipazione del percussionista Bobby Previte.Dal 1991 la sua collaborazione con Tim Berne ,gli ha permesso di diventare uno dei pochi musicisti che suona regolarmente oltreoceano
TOM RAINEY Batterista di indiscusso livello ,fin dal 1979 (anno in cui si è trasferito da Los Angeles a New York) ha suonato in vari festival in Europa come in NordAmerica,collaborando con un ampia lista di artisti del calibro di John Abercrombie,Ray Anderson, Matthias Schubert ,Tom Varner etc?
Raney inoltre è stato insignito del premio ?National Endowment for Arts?,per aver composto e realizzato un concerto per percussioni e batteria ,con la partecipazione di Dave Samuel e Arto Tuncboyaci.
Instancabile macinatore/sovvertitore di ritmi abilissimo nel passare da ruvidezze rock a morbidezze timbriche degne di un Paul Motian,attualmente è impegnato in diversi progetti come ad esempio quello con Fred Hersh Trio,il Paraphrase di Tim Berne e numerosi altri.

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b

29 Aprile 2006 Commenti chiusi

non c’è vita senza morte, non c’è parimente creazione senza fallimento

la paura di fallire o di morire non possono appartenere a chi ama vivere e creare

perché è la paura di morire il peggior nemico della vita

ed è la paura del fallimento il maggior ostacolo dell’artista

l’artista osa rompere gli schemi

senza chiedersi cosa succederebbe nel caso fallisse

perché la sua vita non può contemplare altro che il cammino su strade sconosciute

egli ama il proprio fallimento in quanto gli rammenta di essere vivo

l’artista ride in faccia a chi lo vorrebbe depresso e preoccupato

e non si cura del consenso di chi lo circonda

né delle convenzioni che lo vorrebbero disperato dopo un insuccesso

egli si nutre del proprio fallimento giorno dopo giorno,

passo dopo passo l’intera sua vita è dedicata a scoprire i propri limiti

ma nessun ostacolo, neanche il proprio fallimento,

gli potrà mai togliere la gioia di vivere e di creare

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Immacolata Stigmata

29 Aprile 2006 1 commento

il mio destino è quello del vagabondo di cuori

mi cibo dell’amore che gli altri scartano, quello che nessuno vuole

l’amore scomodo che ti prende al cuore

crisalide eterna farfalla morente disegnata su un vetro rotto

sono una fonte di acqua fresca per i viandanti disperati

che cercano ristoro per poi proseguire per la loro strada

sono il nulla e l’assoluto sono un rifiuto e un desiderio

sono una stronza isterica una dannata perversa

sono l’amore e sono l’indifferenza

sono una bettola piena di puttane e tagliagole

sono una principessa e una villana

sono la notte che accoglie le tue paure

sono il giorno che ti saluta e ti rincuora

sono falsa come giuda sono vera come il sole

sono quella che d’amore muore

http://immacolatastigmata.splinder.com/

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L’uccello di Aldo

29 Aprile 2006 Commenti chiusi


Giano 25 aprile 2006 (courtesy by zio)

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Frigolandia

5 Aprile 2006 Commenti chiusi

Frigolandia è un regno anzi,
meglio, uno Stato repubblicano
con tanto di presidente
eletto per militanza e ad honorem:
Vincenzo Sparagna, un mito vivente,
immerso da sempre nei debiti e
nella povertà più assoluta ma con la
cosiddetta schiena dritta. È stato
lui, il fondatore – tra le altre – di
?Frigidaire?, del ?Male?, riviste cult
negli anni che furono, a essere accolto
con una sorta di tappeto rosso
dal sindaco di Giano dell?Umbria,
un pugno di case racchiuse in
un borgo medioevale tra Spoleto e
Assisi, in provincia di Perugia. È qui
che Paolo Morbidoni, primo cittadino
del paese, ha concesso per
quarant’anni un enorme bosco che
si estende su diversi ettari, dopo
aver ristrutturato degli edifici trasformati
in veri e propri uffici operativi
a uso e consumo di questi
anarchici dell?arte e di quanto fa libera
espressione nel senso più largo.
L?inaugurazione di Frigolandia
avverrà, non poteva essere diversamente,
il 25 aprile. L?occasione
migliore per la liberazione dei frigo-
F riferi intelligenti (nome coniato da
Filippo Scozzari), e utile per consolidare
una tradizione cominciata
nel 2001 a Bortigiadas. L?idea, del
tutto innovativa, era venuta in mente
a Mario Pischedda, geniale artista
gallurese e storico collaboratore
di ?Frigidaire?, che aveva pensato
bene di organizzarla – ammesso che
ci sia mai stata organizzazione – nel
piccolo centro che guarda al monte
Limbara, a pochi chilometri da
Tempio. «Sono stati cinque anni importanti
- dice Pischedda – merito
anche dell?ospitalità di Bortigiadas.
Sono stati tutti eccezionali, dai giovani
agli amministratori. Nonostante
sia un Comune povero e di dimensioni
ridotte, abbiamo apprezzato
la disponibilità di tutti e per
questo li ringraziamo, sperando di
ritrovarli in Umbria».
Cambia il posto, dunque, ma non
lo spirito che anima i frigoriferi.
?Portatevi tutto, non aspettatevi
niente?, era e resta il motto di Sparagna
e compagnia. Anche se quest?anno
il passaporto rilasciato dalle
autorità frigolandesi (cento euro
di contributo) permetterà di avere
un letto e un tetto sotto il quale dormire
per una settimana. Non è
un?offerta da poco, considerando,
come sottolinea Pischedda, «il mostruoso
apparato di povertà che si
muove dietro lo sparuto gruppo di
sognatori, minimo lembo del ?68 rimasto
fuori dall?integrazione». E
non significa nemmeno porte aperte
a fricchettoni e dietrologi di una
sinistra in agonia. «Abbiamo ingoiato
rospi per anni, adesso abbiamo
trovato uno che si è innamorato
delle nostre idee e della nostra
Festa del Nulla che trasportiamo
senza apparati scenici vuoti». Vincenzo
Sparagna aggiunge: «Colonizzeremo
questo territorio con la
nostra intelligenza, d?altronde non
possediamo nient?altro». Gratuità,
disinteresse e condivisione, senza
distinzione. «È importante – commenta
Pischedda – che si possa far
qualcosa senza soldi. Io, da tempo,
mi esibisco ovunque e metto in mostra
un cartello dove c?è scritto
?Spettacolo non finanziato da Regione,
Provincia e Comune?.
Una provocazione? Certo che lo
è, ma lascia l?amaro in bocca pensare
che ?Frigidaire?, un grande,
enorme contenitore di talenti rischi
ogni mese di non andare in edicola
». Oppure, come accade sempre
più spesso, di ritardare le uscite.
Anche stavolta, la pubblicità è affidata
al tam-tam che, finora, ha
sempre funzionato alla perfezione.
«Uno smacco per la televisione e i
suoi falsi messaggi. Mi ci sono abituato,
so bene che alla fine la nostra
tribù di zingari utopisti si ingrosserà
ancora». Pischedda conclude
con un aneddoto: «Quando cominciai
a collaborare con ?Frigidaire?,
vedendo tutte quelle pagine, gli articoli,
la grafica modernissima, pensavo
che nella redazione ci fossero
cinquecento persone». Un errore?
«Sì, c?era Vincenzo che faceva tutto
da solo. Lì ho capito che si possono
davvero fare tante cose con pochissimi
mezzi». Le idee.
Vito Fiori, L’Unione Sarda, 4 marzo 2006, p.42

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