La poesía es una almohada
quisiera con la lectura desecar el mundo
beber de ella
intoxicarme
ahogarme
empantanarme hasta el Alzheimer
no darle tiempo al tiempo
leer de corrido
todo junto
todos juntos
las parodias
las sátiras
los yambos
las apóstrofes
los epodos
los cármenes
los sueños
las vidas paralelas
las idiosincrasias
los agnósticos
ahogar entre palabras
las mil y una charlas más o menos líricas
las caídas en picado
y los remontes
encabritarme con la almohada
soy un intelectual
Mario Pischedda, 28 de septiembre 2006, traducción de Mariela De Marchi
http://marielademarchi.blogspot.com/

La necessità dell’uomo, di farsi conoscere e soprattutto di farsi notare dai media, sta portando la nostra società ad una deprimente caduta della personalità e dell’individualità intesa come sistema culturale. Molta libertà di espressione, ma molta ignoranza nel modo di valutarla. Questo non riguarda solo l’aspetto interiore del pensiero, ma purtroppo, il caso si estende anche nel modo di confezionare l’editoria. Oggi tutti fanno i grafici, tutti sono fotografi, realizzano libri, volumi etc. La ricerca della qualità è diventata una cosa che deve solo costare poco. Per la massa il volume non è altro che un oggetto e se anche all’interno lo si trova pieno di errori, con le pagine che si scollano alla prima lettura, e la stampa fa trasparire le pagine seguenti rivelandoci immediatamente il nome dell’assassino, chi se ne frega ho visto di peggio in TV . Il digitale, ha sì fatto passi da gigante, ha ridotto i tempi nelle lavorazioni (che bella cosa), ma ahimè ha penalizzato il fascino dell’editoria, dolore per migliaia di professionisti e centinaia di aziende. La sensazione di una carta di pregio, una grafica accattivante, le immagini stampate con precisione e amore (non da computer che l’amore l’hanno visto solo su qualche file corrotto) sono sentimentalismi del tempo che passa? No, è solo una farsa editoria.
Roberto Satta
Letture come pietre miliari. Leggere per lavorare o lavorare per leggere? Se questa fosse sul serio l’alternativa, sceglierei “lavorare per leggere”. Leggere è una passione. E’ una dimensione del tempo che si mantiene più libera delle altre. E’ un modo per trasformare ogni aspetto della vita in qualcosa di, almeno apparentemente, migliore. Forse semplicemente più colto e compassionevole. E’ un percorso del quale ho sempre avvertito il fascino, anche se percorrendolo mi ci sono sempre sentito straniero: sono sempre stato pellegrino e mai locanda o chiesa o destinazione. E se ho lasciato qualche traccia non mi sono fermato molto a guardare l’effetto che faceva. Quel percorso è composto da una rete di rimandi: amici con le loro idee, professori con le loro lezioni, amiche con le loro curiosità, maestri con i loro suggerimenti; e poi i casi della…
http://blog.debiase.com/2006/11/26.html
“E’ la libertà, bellezza!”
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parlare chiaro,rilassarsi,movimentarsi,preparazione di performance di pace e
quant’altro…visto che ci rimane ben poco ..
Necesito estar conmigo. Preferiblemente sólo conmigo.
http://marielademarchi.blogspot.com/
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“il sapere non s’accresce se non condiviso”
http://www.i-v-a-n.net/Biografia/biografia.htm