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Archivio Ottobre 2008

marooned

31 Ottobre 2008 Commenti chiusi

to be marooned on a desert island

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Olivolì Olivolà

31 Ottobre 2008 Commenti chiusi

Considerare sempre le cose umane come effimere e meschine; questo piccolo istante di tempo della vita, attraversarlo conformandosi alla natura, e partire di buon grado, come un’oliva matura…

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spam

31 Ottobre 2008 Commenti chiusi
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nemuritor si rece

31 Ottobre 2008 1 commento

sulla riva del mare, / che il sonno mi sia quieto / ed il bosco mi stia accanto, / che sulle vaste acque / il cielo mi sia sereno. / Non mi occorrono stendardi, / non voglio una barca ricca, / piuttosto intrecciatemi un letto / di giovani rami

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la scuola

30 Ottobre 2008 Commenti chiusi

Con la complicità di famiglie, televisione ecc. la scuola è oggi in gran parte ridotta a produttrice di "aspiranti furbetti" che sperano di fregare tutti gli altri, magari grazie a papà, ai soldi o alla figa.

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esercizio spirituale

29 Ottobre 2008 Commenti chiusi

Constituer une éthique de soi…

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l’equivoco australe

29 Ottobre 2008 Commenti chiusi

Cook chiede a un indigeno australiano come si chiami uno strano animale, quello risponde "non lo so", che nella lingua dell’aborigeno è "kangaroo", e Cook crede che si chiami canguro"…

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(im)probabile tedio

29 Ottobre 2008 1 commento

Il sole come lama, tu che mi affetti di luce e mi svolti, la sabbia
fredda di pietroline, scalzi verso un mare che curvetta e inchina,
sempre in vista, sempre fuori braccio. Della Sardegna quel che mi
resta delle troppe volte che mi hanno amata è la terra, terra da
pascolo, terra che si frantuma in sabbia, terra da masticare con le
ruote, terra che mi piego a prendere in bocca, sfrenata di chilometri
difficili da interpretare, i chilometri che percorri per arrivare a
baciare quel sole che entra dalla finestra e mi percorre e fuori è il
Bastione, sempre lontanissimo il mare. Terra percorsa in bici
alleggerite di qualunque cosa impedisse di correre verso le nostre
opposte fini, terra sudata a piedi, salite e mai arrivi, buchi e
pietre pazientemente composte e scogli e come unico premio l’acqua, a
lavar ferite e umori. Terra di carni aspre e vini pesanti e notti poco
adatte al sonno, notti di grida e risvegli continui a trovarti. Non si
dovrebbe arrivare in aereo in Sardegna, mai. La fretta uccide, piango
e guardo fuori mentre troppo veloce arrivo e troppo veloce riparto e
rallentare diventa la regola che non sappiamo giocare. Laminati dal
vento, dispersi tra parole, le uniche vere proprietà che ci restano
socialmente consentite.

Tu mi hai restituito tutte le parole, intatte e da distorcere,
annodate a corpi e a languori derisi e scherniti, parole vere e da
giocare, da scherzare, da invadere di nonsensi puri e finiti, sani e
intrisi, e forbiti, e forniti, e da finire, mai. La serietà uccide, io
ti ho voluto per riderne, la realtà ci soffoca intorno. Io sono sempre
qui, tu non più.

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In the darkness of the night..

27 Ottobre 2008 Commenti chiusi
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tristi tropici

27 Ottobre 2008 Commenti chiusi

Il mondo è cominciato senza l’uomo e finirà senza di lui…

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