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Archivio Settembre 2010

il conformista

30 Settembre 2010 Commenti chiusi
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Leo Ferrè

30 Settembre 2010 Commenti chiusi

io l’ho sentito ad alghero

cinema selva

calze corte di spugna

viola

tossicchiava un po’, ma carisma a mille

alla richiesta del bis ha detto:

no, sulle strade la felicità

non ne aveva voglia e ne è uscito bene

Gianni Nieddu (io ho un cervello lieve)

una scrittura alla pompa dirty & oleosa

per me sai scrivere, cazzo gianni, le calze di spugna viola sono un capolavoro di scrittura

a presto mario, aerosol al cortisone altro che roba naturale

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l’ora del the

30 Settembre 2010 Commenti chiusi

moi-3-okklowebbing wasteward
back : the marocchino alla menta scuro scuro
ELTON JOHN – SOMETHING ABOUT THE WAY YOU LOOK TONIGHT

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site Maurice

30 Settembre 2010 Commenti chiusi
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il fuoriclasse della vita

30 Settembre 2010 Commenti chiusi
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AmA

30 Settembre 2010 Commenti chiusi
bè, fb è un laboratorio stra/ordinario, al- per me, ho incontrato/incontro persone incredibili e belle, il palinsesto ognuno se lo fa da sè, è la tv come la vorremmo, è la vita che vorremmo, in nuce qualcosa inizia a intravvedersi…speriamo bene
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un super-coglione

30 Settembre 2010 Commenti chiusi

Quando, negli anni Settanta, ero ragazzino e rivoluzionario, mi piaceva andare in giro con il basco e la stelletta, proprio come nel poster (anche se allora si diceva ancora manifesto) di Ernesto Che Guevara. Lo indossavo uscendo di casa, pensavo così: ora me ne vado a spasso, e tutti mi guarderanno e penseranno che sembro il Che. E invece no. Nessuno ci faceva caso, peggio, non c’era davvero anima viva che riuscisse ad associare il mio berretto alla rivoluzione, al comunismo, al cosiddetto “guerrigliero eroico”, alla mia scelta, a Guevara. Proprio niente, nessuno m’inculava di pezza. Il massimo fu quella volta che, in spiaggia, uno, un ragazzo del mio quartiere, uno con il nasone e un costume da bagno nero marca “Speedo” da competizione, un frequentatore della sala per biliardi “Sirio”, fissando la stelletta, mi disse: “ma che c’hai, lo special acceso?”
Ovviamente si riferiva allo “special” del flipper, lo stesso che s’illumina quando il gioco s’impenna insieme al punteggio, perché era quello infatti il suo orizzonte, il suo mondo, il suo unico comunismo possibile. Devo dire che ci rimasi molto male. Ma come – pensai – mi vesto da vero rivoluzionario che va in Bolivia a combattere contro gli sfruttatori, e nessuno mi riconosce nei miei panni? Sbagliavo evidentemente, non dovevo prendermela; quello, il frequentatore del club “Sirio” di via Marche era ignorante, io però ero peggio di lui: ero un immenso coglione. Sì, nel senso che pretendevo un riconoscimento, là dove non c’era modo di ottenerlo, volevo un premio di identità da parte di un contesto umano e culturale e antropologico che ignorava del tutto la questione. Per questo ero un super-coglione.
Come quando, in altri contesti, magari un po’ più borghesi, tu citi Hermes (nel senso del dio postino Mercurio) e quelli pensano invece ai foulard di seta con i nodi, i gigli d’oro e le carrozze, lo stesso che potrebbe sfavillare alle cene sociali del Rotary di Roma o anche di Catanzaro, dove alla fine i convitati si passano il piatto da firmare.
Questa premessa davvero penosa serve comunque a spiegare che non occorre prendersela quando qualcuno non riconosce il tuo nome, la tua identità, la tua faccia, non sa leggere le tue generalità, i tuoi meriti, le tue scelte di libertà.

fulvio abbate

http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/319/15.htm

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fj

30 Settembre 2010 Commenti chiusi
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il disprezzo aristocratico

30 Settembre 2010 Commenti chiusi
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vi chiediamo scusa ad alta voce

29 Settembre 2010 2 commenti

ti chiedo scusa anch’io

Sono io che chiedo scusa.

 

francesco, come vedi il mondo

Difficile. Chiuso in cerchi claustrofobici, ammalato. Ma sanabile se decidiamo in tanti di guarirlo iniziando a curare noi stessi

e quelli che ci stanno vicino. Non possiamo pensare al cambiamento se non siamo disposti a cambiarci e cambiare il nostro vicino.

 

la prima cosa che fai al mattino

Dedico i miei pensieri a una persona. Quella che mi ha dato la possibilità di rivivere.

 

il telefono quando squilla

In questi giorni annuncia sempre belle novità. In passato solo grandi rotture di coglioni.

 

il cellulare

Lo dimentico ovunque. Lo faccio cadere con distrazione. Forse il mio inconscio se ne vuole privare. Ma non è possibile.

 

un messaggio curioso

Ma Valter, il protagonista del tuo nuovo romanzo, è il tuo V-alter ego?

 

l’ora più propizia per la scrittura

L’alba, le prime ore del mattino per la scrittura di struttura di un romanzo, quelle pagine sui cui si costruisce la spina dorsale del racconto. La notte per quella creativa e di perfezionamento.

 

una via di cagliari

Il bagnasciuga del Poetto. Quegli otto chilometri fra sabbia e mare che si possono percorrere da Cagliari al Margine Rosso di Quartu senza

interruzioni, semafori, stop, precedenze. E lì che si riordinano le idee, si fanno progetti, si pianifica dunque il futuro e si ricapitola il passato ma soprattutto si gode del presente.

 

la degenza

L’ultima è stata un calvario. Vorrei non ripercorrerla.

 

il fegato descrivilo

Non è vero che abbiamo un solo cuore. Il fegato è il secondo. Regola gli impeti del corpo. Li modera, li infiamma.

Dall’attività sessuale a quella gastrointestinale, passando persino per quella nervosa,  ogni funzione del fisico è regolata dal fegato. Avevo un fegato malato e rabbioso. Ora riflessivo e moderato, sano. Sarà forse perché non è più un fegato maschio ma donna?

 

l’operazione

L’unica uscita di sicurezza per mettersi in salvo. Ma non è un gesto meccanico semmai mistico.

Non è routine ma severa disciplina che ha origine da un sacrificio umano, di chi morendo ha determinato di

donare tutta se stessa affinché dalla morte scaturisse nuova vita.

 

l’amicizia

Un’ancora di salvezza, a volte amara delusione.

 

 

l’amore

Rispondo con una frase del mio libro: “Alla fine l’unica cosa che conta è l’amore che hai dato e quello che hai ricevuto. Hai capito, Valter? Il resto è nulla. E tu sei ancora nulla”.

 

il cibo

Per anni è stato solo privazione sofferta. Oggi privazione, ma chi se ne frega.

 

la sardegna

Qui sono nato, qui ho scelto di vivere. Qui voglio continuare a vivere e questa terra non la scambio con niente al mondo, neppure con una buona carriera.

 

un film

Amarcord di Federico Fellini. La poesia e la vita, la nostalgia sana, l’ironia, il buffo. L’Italia di ieri e di sempre.

 

una canzone

“Piove deserto” dei Sikitikis mi ha tenuto vivo nei giorni peggiori della degenza in terapia intensiva.

 

 

un autore a te caro

Due. Posso? Franz Kafka, Leonardo Sciascia. Non serve neppure aggiungere perché.

 

la vita, può esserci una definizione

Una bella battaglia. Vale sempre combatterla.

 

la paura

La paura a volte ti frega e a volte ti salva.

 

una frase ad effetto

Baccagà!

 

un luogo comune

L’asino sardo lo freghi una volta sola. Propongo un referendum per abrogarlo. Ci imbrogliano da secoli e continuano

ad imbrogliarci grazie a tanti fiancheggiatori locali.

 

la sera

Mi piace quella estiva che si allunga e non finisce mai. Quel bel tepore primaverile e bel primo fresco autunnale.

 

la notte

L’ho vissuta per anni in maniera molto intensa ed eccessiva. Non me ne pento, anzi è stata una lunga e bellissima notte, ma non mi manca.

 

il giornale

La prima grande passione, vera.

 

la sofferenza

Fa parte della vita, non le si può sfuggire bisogna imparare a conviverci, solo che si impara troppo tardi.

A volte è un dono, ti regala una nuova visione del mondo. Altre solo un inutile accanimento del destino.

 

la gioia più grande

Svegliarmi e incontrare gli occhi di mia moglie, poi sentire la voce di mia figlia.

 

continuo a meravigliarmi di esistere

Anche io.

 

un tuo scatto, francesco, grazie, un autoscatto col cellulare o quello che ti pare

 

francesco grazie, persona meravigliosa  (n.d.r. ed intervista meravigliosa, ne è valsa la pena insistere)

abate2

 

back:  COLDPLAY – LIFE IN TECHNICOLOR II

http://fai.informazione.it/s/4912A000-3764-4A87-AC79-B1A69E73C3CC/vi-chiediamo-scusa-ad-alta-voce

http://www.youtube.com/watch?v=R7-grJJ4YFE

http://www.cultnews.it/francesco_abate_presenta_il_suo_nuovo_romanzo_chi.html

http://mariopischeddainmovement.blog.tiscali.it/2010/10/01/da-abate-ad-abbate/

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