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taste of paris

23 Maggio 2015 Commenti chiusi
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solo ora

21 Maggio 2015 Commenti chiusi

solo ora mi rendo conto di questo, vale la pena insistere sul tubo

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HYSTERY 2

20 Maggio 2015 Commenti chiusi

la rivista è qui

 

http://www.amazon.it/Hystery-002-Robert-Gligorov/dp/1220002224/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1432373848&sr=8-1&keywords=hystery+gligorov

 

 

Pischedda

 

arrivato, finalmente arrivato il secondo
numero isterico e dissonante di Hystery, ma ça
va sans dire
, e subito vado a
braccio, a fiuto, ad istinto, a prima impressione

il dito come esca e lo sguardo
strabico di venere di robert che continua a stupirsi ed a farci stupire col mix
di orrido e calligrafico, di moderno e contemporaneo,

di photoshop ed installazioni,
da saviano ad obama, dalle grucce alle foto non più leggibili, insomma l’oggi
della velocità, dell’anonimo, del dissacrante e degli

animali frullati ed invischiati col corpo umano, docet il bacio d’antan appassionato col suo cane di robert o la giacca di carne ed altro altro ancora, ognuno di noi

ha le sue graduatorie e chissà
perchè ma robert incide sempre su di me, trafitto, trafigge come una spada di
damocle, cito x ec/citarmi, dicevo di graduatorie e per

me glig è uno dei più grandi
artisti viventi, più di koons e di cattelan, per me s’intende, ma qui siamo nel
campo del s/oggettivo ed io mi assumo la responsabilità

di quello che dico, ognuno di
noi vale uno o no?, robert grazie per avermi spedito questo secondo numero,
quasi tutto farina del tuo sacco, ma vengo alle domande non in ordine,

random, claustrofobiche,
joyciane, confuse, il dito come succhiotto come è nato, dice più un’immagine di
mille parole, che cos’è la bellezza, quando un’immagine è bella e quando è
brutta,

ma perchè alcune opere raggiungono
quotazioni astronomiche, che c’entra la finanza con l’arte, arte volatile,
effimera, non più manualità ma virtualità e tutto/tutti destinato/destinati a
scomparire

nel vortice bulimico delle
immagini a gogo, il guanto con le unghie, il guano dei piccioni nella piazza
del duomo, robert parlami dell’albero della vita ad expo,

l’ultimo tuo sogno, il tuo cibo
preferito, questo tuo ultimo esperimento artistico quando e come è nato, dove è
andato a finire il tuo corpo in silicone, la pasta

che impasti con le tue mani e
che non ha più forma, ai confini con medardo, quale è il ricordo più bello
della tua vita, come vedi il mondo, milano, che ricordo

delle olimpiadi, orrore e
bellezza, attendo un estratto caotico, puoi rispondere come ti pare e nel
disordine che più ti aggrada e se c’è qualche domanda che non ho fatto fattela
a nome mio,

you big artist e grazie per la
tua amicizia hysteryca

 

 

 

Caro Mario grazie per la tua
stima e per me sei un grande giornalista con uno spiccato senso artistico..
quindi le tue considerazioni le trovo molto puntuali . Pubblicare  Hystery alla fine e’ come per un cantante
pubblicare il proprio nuovo lp.. ci sono capitoli esattamente come le canzoni
..visto la crisi di vendite che sta vivendo la musica il concept di Hystery
potrebbe suggerire nuove possibilita’.

In questo numero (002) ho
aggiunto 20 pagine e mi sono anche trattenuto. Avevo progetti e idee per 150
pagine ..ma il resto lo vedrai nel prossimo numero. Hystery mi ha dato una
nuova vitalita’ e voglia di fare. E’ come un ring dove l’avversario e’ l’idea
ed e’ una sfida costante con me stesso nel superarmi. Il magazine ‘e fatto
comunque da un gruppo di collaboratori e come sai coordinare un team comporta
abilita’ non da poco. Forse hai notato che non ci sono indicazioni sul titolo
delle opere .. questo per non essere troppo didascalico perche’ vorrei che
l’immagine fosse un simbolo che non necessiti di modalita’ d’uso o che non
abbia controindicazioni ma emani una propria energia luciferina. Ho notato che
quando spiego le motivazioni di un’opera le persone si illuminano e il tutto
torna chiaro e logico..ma in fondo e’ giusto che ognuno traduca sia le parole,
i suoni e le immagini nella sua testa con la propria sensibilita’. Molte opere
del passato sono nate con un intento e con il passare degli anni o dei secoli
sono diventate altro malgrado loro..tipo la Nike di Samotracia..la Gioconda..o
il crocefisso stesso.

La fortuna di auto produrti un
magazine e’ che non devi giustificarti con nulla e con nessuno e questo e’ un
privilegio. Pasolini pare che nell’ultimo periodo della sua vita avesse pensato
ad un nuovo libro mai scritto per motivi che sappiamo e avrebbe voluto con
questo nuovo progetto esprimere e toccare gli aspetti della cultura in generale
e di tutto il suo sapere .. chissa’..a un certo punto ci si sente cosi’ armati
di informazioni da poter plasmare la materia e il pensiero stesso alle proprie
speculazioni intellettualoidi.. ma la cultura, come lo sport e altre discipline
possono diventare vere e proprie malattie, si puo’ diventare compulsivi senza
rendersene conto e diventare vittime della giostra della conoscenza. La vita
non va solo osservata, analizzata..va anche vissuta e vale per me e per molti
altri che il destino ha voluto che il proprio talento diventasse il proprio
lavoro. Vabbeh ma questi sono aspetti di cui parleremo a voce un giorno..

Veniamo al secondo numero
di  Hystery– In fondo mi sono molto
divertito a confezionarlo e mi diverte anche scoprire certi aspetti delle mie
opere che non avevo valutato durante il processo esecutivo. Come diceva Fellini
“io realizzo i miei film e gli altri me li spiegano”. Penso che sia molto
difficile analizzare il proprio tempo senza essere autoreferenti, fotografare
in modo iperrealista la societa’ senza mettere per forza il proprio ego o
ancora peggio l’aspetto barocco o lezioso della propria energia creativa nella
realizzazione dell’opera d’arte. Se quest’aspetto e’ criticabile dico : “datemi
tempo”. Il ciuccio con il dito dal titolo Totti .. per me e’ un evidente
critica alle nostre incapacita’ di crescere. Ah ..premetto che non e’ un lavoro
di photoshop ..e’ una scultura in silicone.

Un’immagine e’ bella quando
riesce a farti sprigionare dell’energia creativa di rimbalzo e l’energia parte
dal desiderio sessuale ..piu’ siamo attratti sessualmente e piu’ l’opera e’
bella – Freud docet

Vabbeh cerco di seguire un po’
l’ordine delle tue considerazioni e quindi salto da un discorso all’altro.

La finanza e’ strettamente
legata all’arte .. lo e’ sempre stata e sempre cosi’ sara’. Piu’ e’ alto il
valore degli oggetti e  piu’ emanano un
energia divina, scatta il senso del possesso e quindi la bellezza.

Cosa e’ piu’ plagiabile del
cervellino dell’essere umano ?

Giustificare le proprie scelte
o le proprie azioni per riportarle a un ordine prestabilito accettabile dalla
societa’ e dai propri referenti lo trovo ipocrita e si rischia di passare piu’
tempo ad aggiustare il caos generato dalle proprie azioni che arrivare al
dunque.

Mettersi nella condizione di
essere protagonisti e non telespettatori della propria dimensione sollecitata e
invasa da mondi sempre piu’ virtuali e inafferrabili diventa sempre piu’
difficile ed ecco che torna il simbolo Totti o come lo chiami tu il dito come  succhiotto.

 

Ora rispondo in modo
telegrafico alle tue domande

MP: l’ultimo tuo sogno?

RG: non ricordo

MP: il tuo cibo preferito

RG: PEPERONCINO

MP: questo tuo ultimo
esperimento artistico quando e come e’ nato ?

RG: non ho un’ora ma un impulso
undated – di fatto l’artista crea un’opera unica nella sua vita, la quale viene
ritagliata in frammenti

MP: Robert parlami dell’albero
della vita all’expo

RG: estoy anonadado– mi svuota
il cervello come i film della commedia all’italiana

MP: la pasta che impasti con le
tue mani e che non ha piu’ forma, ai confini con Medardo

RG: grandissimo Medardo Rosso –
inarrivabile

MP: quale e’ il ricordo piu’
bello della tua vita ?

RG : quando hanno seccato Bin
Laden

MP: come vedi il mondo?

RG: e’ vero il contrario – e’
il mondo che spia noi

MP: Milano

RG: tutti ne dicono un gran
male ma poi sono tutti qua .. ma l’America non era l’Eldorado dell’arte
contemporanea ?

MP: che ricordo delle
olimpiadi?

RG: campionati del mondo di
Guadalahara quando Greg Luganis esegue l’ultimo tuffo da 10m. Un triplo e mezzo
rovesciato da 10 e li’ ho avuto la sensazione che il mondo si fosse fermato

MP: orrore e bellezza

RG: non pervenuto

MP: C’e qualche domanda che non
ti ho fatto ?

RG: si – quale e’ il piu’
grande crimine dell’uomo ? I macelli

 

 

 

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il libro di vetro

18 Maggio 2015 Commenti chiusi
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gabriele ferraresi risponde

15 Maggio 2015 Commenti chiusi
- quando è nata l’idea di 7
Credo verso novembre 2014: ma faccio un po’ fatica a ricordare il momento
esatto, il periodo comunque è più o meno quello. Ogni tanto, ma sempre più
spesso in realtà, ho bisogno di fare qualcosa che coinvolga altre persone in
una specie di gioco per bambini cresciuti. Una volta è un documentario, un’altra sono i compiti
per le vacanze
, un’altra ancora un
poster
: questa volta è stato un
libro con la copertina di vetro
.
-quanta manualità c’è in questo lavoro
Tanta. C’è tanto materiale. Ma più che di manualità parlerei piedalità,
perché è con i piedi che sono andato per marmisti – pensa che la quarta di
copertina inizialmente doveva essere in marmo! – o vetrai, o per legatorie, a
spiegare il mio progetto. Una cosa curiosa è che a nessuno viene in mente di
fare un libro con la copertina in vetro, o con la quarta in marmo. Eppure a me
sembrava una cosa così ovvia, ti giuro che ero convinto non ci fosse quasi
niente di strano.
-hai scelto tu o sei stato scelto da
gallizio
Gallizio è l’unica scelta possibile, sempre! Mi piaceva molto l’idea -
ispirata dal tuo Tap Roul, ovviamente – di usare Gallizio come editore a sua
insaputa, un po’ Luther Blisset, un po’ Claudio Scajola. Ogni tanto gli mandavo
qualche screenshot o qualche mail ambigua, ma l’intero progetto è andato
dall’inizio alla fine senza che lui ne sapesse nulla. Ma era giusto così: anche
perché Gallizio è onnisciente, non gli si può nascondere comunque nulla.
-quanto bella è stata la follia a due con giorgia
polo
Bellissima. Io non so ancora come ringraziarla per l’enorme aiuto, e
l’enorme pazienza di questi mesi. Ha un talento grafico straordinario, pulito, e
una grandissima precisione, senza non ci sarebbe 7. Molto del merito è
suo.
-perchè hai scelto il 7 e perchè 49 copie, un 7×7 (ricordo ancora le
tabelline)
Il 7 era ed è un numero che mi piace molto. Ha un ruolo simbolico in tutte
le religioni monoteiste: le sette virtù certo, ma anche i sette vizi.
Nell’ebraismo i sette bracci della Menorah, o andando più a oriente i sette
dei della felicità del buddhismo, o tornando verso le nostre parti i sette
attributi di Allah. Ma c’è anche in fisica, in chimica, in alchimia – i metalli
della trasmutazione alchemica sono sette – in geografia… pensa solo ai sette
mari per gli antichi greci. Non che questo voglia dire nulla in realtà: è
soprattutto un bel numero. Il 49 mi piaceva, dava un’idea di compiuta
incompletezza. E non potevo permettermi di stamparne 490, soprattutto!
-con quale criterio hai scelto quelli che hanno
scritto
È una bella domanda, che non ha risposta. È stata solo l’ispirazione di un
momento, ti giuro. Penso di non averci messo più di due minuti.
-quanto tempo per portare a termine questo
lavoro
Un po’, circa sei mesi. Tieni conto che ci abbiamo lavorato solo di sera e
nei ritagli di tempo, ad avere solo quello da fare ce la si cavava in un mesetto
per me, anche meno. Col prossimo, che pensavo di fare sui peccati capitali e con
la copertina in marmo, ce la caveremo più in fretta, abbiamo imparato tante cose
da 7, è sempre così quando si fa qualcosa per la prima volta. Buona parte del
tempo è partito per capire come tenere insieme il vetro e la carta, come
rilegare il libro… l’impaginato era pronto da mesi, era la parte progettuale
quella complicata.
-il vetro che hai usato per la cover spero sia doppio per l’isolamento
termico e contro gli spifferi
Certamente! Ma soprattutto sono riuscito a rifare esattamente lo stesso
vetro fumé utilizzato da Dante Bighi per Milano Vive, un libro oggetto
incredibile che ho a casa.
-dante bighi in due parole e come hai fatto a
scoprirlo
È una storia nella storia! Cinque, sei anni fa, un amico bussa alla mia
porta: ha un librone sottobraccio, ma proprio grande, è lungo un metro e largo
40 centimetri, e ha una copertina in vetro. Si chiama Milano Vive, è un libro
fatto da Dante Bighi, un art director e designer piuttosto noto negli anni
sessanta e settanta, oggi ricordato da centro studi e da una bella casa museo
vicino a Ferrara. E nulla, pensa che quell’amico il libro me lo portò perché il
padre, cui l’avevano regalato negli anni settanta, stava per buttarlo.
Ovviamente nella differenziata: carta divisa dal vetro, ci mancherebbe.
-il libro quanto pesa
Tanto e allo stesso tempo pochissimo, quasi niente, una piuma. È un libro
un po’ schrodingeriano in quel senso: in ogni caso volerà fino a te.
-dalla lettura vien fuori un mondo virtuoso o
problematico
Dalla lettura venite fuori voi: tu, Luca, Maurizio, Paolo, Cristian, Fabio,
Disma, siete delle persone fuori dal comune, e vedete tutte il mondo con occhi
diversissimi. Viene fuori quello. È un mondo più che problematico, ma anche
preso con ironia e auto(r)ironia, come al solito è l’unica cosa che ci tiene in
piedi.
-in cosa dobbiamo sperare
Temo solo in noi stessi. Mi piacerebbe anche in altro, ma la vedo
dura.
-è possibile un altro modo di essere
Potrei scriverti un saggio breve su questa! Ma più semplicemente provo a
svelarti una cosa di cui sono convintissimo, graniticamente convinto. Tutti noi,
nessuno escluso, ha qualche idea in testa, qualche progetto, qualcosa che
vorrebbe mettersi lì a pensare come farla, a progettarla, a rifletterci e poi
pian pianino farla. Io in questi mesi avevo un libro, ma può essere cambiare
vita, dipingere un quadro, costruire una casa, andarsene dall’Italia, che ne so.
Ecco: un buon inizio è quello per me, pensare a come fare le cose. E poi farle
eh! Perché per me poi quello stesso “fare le cose” ci cambia, qualunque sia
l’esito finale. C’era anche un libro bellissimo, che si chiamava proprio “Come
si fanno le cose”: chissà dove l’ho lasciato.
grazie
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7

6 Maggio 2015 Commenti chiusi
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“because the night” qui

3 Maggio 2015 Commenti chiusi
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trittico

26 Aprile 2015 Commenti chiusi
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XV festa dei frigoriferi intelligenti

24 Aprile 2015 Commenti chiusi

Caro Mario,

domani, come avrai visto sul giornale e sul sito, celebriamo la XV edizione
della Festa della Liberazione dei Frigoriferi Intelligenti presentata dal tuo
originario e originale slogan “Portatevi tutto non aspettatevi nulla“. Peccato
non ci si veda da un po’…
In ogni modo ecco una buona notizia: ho ritrovato il volume su Oreste che
credevo smarrito. Forse il ladro si è pentito, oppure più semplicemente e
probabilmente, qualcuno lo aveva preso dal suo leggio d’onore per lasciarlo poi
in mezzo a mille altri volumi.
Alcuni dei “nostri ragazzi” (in particolare gli organizzatori della Mostra
di Piacenza) hanno visto i tuoi video su Oreste e si sono complimentati.
Un grande abbraccio,
Vincenzo… che ti pensa sempre, ti stima e ti vuol bene
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11

23 Aprile 2015 Commenti chiusi
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